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venerdì 10 aprile 2020

Di nuovo a Casa!

Sono trascorsi molti anni da quando inconsapevolmente abbiamo, senza tante cerimonie e con l'ignoranza dell'incoscienza, posto la prima parola su queste pagine. Lo ammettiamo, con totale innocenza, eravamo ubriachi e drogati di entusiasmo. Questo fumo così inebriante ci avvolgeva e ci annebbiava la vista: della ragione, in prima battuta; dello sforzo e del tempo, in definitiva, che una tale opera richiedeva.
Lungo il corso degli anni, tuttavia, ci siamo perduti, confondendo questo con altri luoghi dell'animo!
Siamo, dopo tutto questo tempo, rimasti a lungo in silenzio, senza per questo credere di aver concluso l'opera o, tanto meno, essersene pentiti di averla cominciata. Con questa consapevolezza negli occhi e nella parole, riprendiamo oggi il nostro cammino scacchistico e bresciano.
Per poterlo fare nel migliore dei modi, abbiamo deciso di ricominciare dall'inizio: dal primo perché che ci eravamo chiesti. Questo progetto era nato con una semplice idea: "... parlare, informare, proporre, confrontare e discutere sulla ed intorno alla vita scacchistica bresciana". Non altro d'ora in poi, cari lettori che ci seguirete, troverete in Bresciascacchi e nei suoi articoli.
Ora, come del resto allora, questo Blog è nostro quanto Vostro. Si propone, quindi, di dare massima diffusione ad ogni iniziativa scacchistica in provincia. Sono, per questo motivo, benvenute tutte quelle segnalazioni o contributi che volessero arricchirne le pagine.
Per l'occasione, come potete vedere, ci siamo  dati una nuova casa e l'abbiamo arredata allo scopo: semplicità ed attenzione alle parole, alle notizie che faranno vivere gli scacchi in Brescia e provincia. Tutto il resto lo abbiamo relegato ad altro e più consono luogo.
Intanto, mentre aspettiamo con gioia di ritornare a passeggiare tra le scacchiere dei tornei, dei circoli e delle piazze, per potervene in seguito rendere conto con le parole, di cuore auguriamo a tutti Buona Pasqua.

lunedì 8 aprile 2019

L'Avvelenato

Vi diranno che chi se ne va ha sempre torto. Vi diranno che chi se ne va ha il cuore troppo vicino al buco del culo, oppure altre mille simili scempiaggini.Se avete orecchie e nessun discernimento, potrete ascoltare queste ed altre storie, da chi è mosso solo dall'invidia e dal rancore.
Ascoltateli, se vi pare, se vi piace e credete che i loro ipocriti e falsi racconti vi allietino la giornata, vi scaldino il vostro ed il loro aulico cuore, tracotante di bontà.Chi se ne è andato, voi non sapete quanta amarezza, come gocce di veleno, ha masticato in questi lunghi giorni, per i 7 anni di illusioni! Come non saprete quanta rabbia ha sfogato nelle pareti di casa sua, contro i pugni! Chi se ne è andato lo ha fatto per qualcosa che loro non capiranno mai, perché troppo meschino il loro agire. Non sono in grado di comprendere altro che poche grosse briciole del loro ottuso ego.
Chi se ne è andato aveva e possiede idee, quelle che non hanno mai trovato casa tra le mura di un Circolo che diventava ogni giorno l'opposto di ciò doveva essere: di ciò che sono gli scacchi.
Vi diranno che loro sono buoni ed io cattivo, lo racconteranno persino ai loro piccoli soci. Poi insegneranno a tutti che loro erano dalla parte buona della storia, senza capire che chi se ne è andato non aveva scelto nessuna parte se non gli Scacchi, la correttezza, la lealtà e l'amicizia.
Chi se ne è andato, ha avuto sempre il coraggio delle proprie idee e non ha mai avuto bisogno di un prestanome dietro al quale nascondersi; chi se ne è andato non ha mai insegnato che vincere vale a tutti i costi e con ogni mezzuccio; chi se ne è andato ha avuto il rispetto dovuto verso coloro ai quali doveva rendere, comunque, la gratitudine dovuta; chi se ne è andato non sarà mai così meschino e povero d'animo, da meritare persino la nuova regola della manifestazione, che ha contribuito a far nascere insieme al Delegato Provinciale. Voi, soprattutto istruttori, che andate per le tappe del Grand Prix, da oggi potrete dire è grazie all'Editto Paglia se non potete entrare a guardare le partite dei Vostri allievi!
Brindate al potere della poca semenza in zucca e della vittoria del rancore e dell'invidia!
Chi se ne è andato non per questo odierà gli scacchi, certo non lo vedrete spesso, ma statene certi che ritornerà senza mai dimenticare il giusto odio che vi deve, perché siete miseri nella vostra doppocaggine! E se qualcuno pensa che ora stia esagerando, si sbaglia. L'odio vero, privo di sotterfugi, maldicenze ed accordi sottobanco è segno del rispetto che si deve ad un nemico, a chi è l'opposto del mondo che vorreste.
Chi se ne è andato ritornerà e non si sentirà meno forte di prima, conscio del fatto che è il vostro mellifluo mondo quello sbagliato, quello che si imbelletta per essere il mondo buono! Chi se ne è andato aspetterà che il tempo vi riveli per quel poco che vi dimostrerete di essere, persino agli altri un giorno, come lo avete fatto fino ad ora con il sottoscritto.
Me ne sono andato perché non mi avete lasciato scelta, tornerò perché gli Scacchi, quelli veri, sono il mondo in cui riesco a sentirmi a casa.
Se si parte per un viaggio è perché, prima o poi, si vuole ritornare a casa!

domenica 30 marzo 2014

Il tempo per muovere

Lo sappiamo dovremmo accampare delle scuse per gli articoli non scritti lungo tutto questo periodo di silenzio. Già, come se si potesse riparare il bicchiere caduto a terra!
Preferiamo, perciò, chiamarci scacchisti prima ancora che blogger o informatori. Gli scacchisti, è risaputo, amano giocare con tutte le cadenze (non a caso perfino Botvinnik giocò una lampo durante un viaggio in treno!), tuttavia in ognuno di noi vi è quello spirito di scienziato o artista che sospende il tempo non appena una posizione interessante, strana, complicata ci si presenta sulla scacchiera. Occorre, allora,  gestire il proprio tempo in base a quella  posizione, a rischio di dover giocare le successive mosse in zeitnot.
A Preambolo chiuso, abbiamo molte cose di cui rendervi conto e nelle prossime settimane le metteremo nero su bianco, raccontandovi tutto quello che è successo sulle scacchiere bresciane, a partire dal Campionato Provinciale Assoluto passando per le Tappe del Grand Prix senza dimenticare il Campionato Italiano a squadre. Cominceremo, inoltre, a presentarvi i protagonisti della provincia che danno vita alle innumerevoli battaglie sulla scacchiera e….
… Speriamo di non rimanere in silenzio, stupefatti, davanti alla bellezza di una posizione inestricabile!

martedì 6 agosto 2013

Perché Bresciascacchi


La domanda è sincera, in quanto in Rete esistono molti blog e portali (e di tutti questi potete avere contezza nel blogroll in fondo alla pagina) che parlano di Scacchi in modo professionale, esauriente e fors’anche con una competenza maggiore di questo neonato blog.
Allora perché Bresciascacchi?
Innanzitutto è bene chiarire sin da subito che qui si abbandona qualsiasi idea di fare un periodico di informazione generalista, come pure quella di un periodico specialistico dedicato alla didattica piuttosto che alla storia o ad altro settore del Nobil Giuco.
Lo si ripete: ci sono degli ottimi siti e blog che fanno tutto questo.
Importa qui parlare, informare, proporre, confrontare e discutere sulla ed intorno alla vita scacchistica bresciana. Perché, se non è vero, è reale il fatto che se non si parla di una cosa, il silenzio la relegherà nel ghetto di ciò che non ha proprietà d’esistenza.
Fino a pochi anni addietro, a Brescia, vi era un solo Circolo di Scacchi, ma negli ultimi anni ne sono stati fondati altri due, riconosciuti dalla Federazione Scacchistica Italiana,  ed altre realtà stanno nascendo e ci auguriamo che diventino sempre più numerose. Ecco che, allora, è venuto il momento di parlare degli Scacchi a Brescia e di farlo sapere ad un pubblico che non sia esclusivamente quello degli scacchisti, bensì al semplice appassionato, al curioso, al neofita… A chiunque voglia conoscere il mondo degli Scacchi in Città e Provincia!
Bresciascacchi si rivolge a tutti coloro che vogliono contribuire alla crescita della cultura scacchistica nel luogo dove sono nati o cresciuti, e a coloro che vogliono soddisfare la loro curiosità e conoscenza di essa.
Non resta che augurarci buoni frutti da questo lavoro!