lunedì 27 aprile 2020

La mossa giusta

Ricordo che, non so esattamente quanti anni or sono, facevo ancora il cameriere a tempo pieno in un ristorante. Non ricordo esattamente il motivo, ma avevo una domenica libera. Per me, come per il torturato, era liberarsi del proprio aguzzino. Per fortuna, e non sempre lo si poteva ascrivere alla propria buona stella, il caso volle che ci fosse un torneo a Verona, con anche una simultanea tenuta, al tempo imprecisato, dal MI Pier Luigi Basso (al tempo odierno, diventato Grande Maestro).
Organizzammo, dunque, la solita spedizione fuori porta tra scacchisti. Ricordo che fu una di quelle belle domeniche, dove tempo, compagnia e scacchi danno la soluzione all'esistenza umana: conosci persone, luoghi, storie e ti sembra di accrescere il valore della vita. Se chiedete ad uno scacchista, sa di cosa sto parlando, a meno che non sia ancora impegnato in qualche partita di torneo.
Alla premiazione, come è naturale che accadesse, prese la parola il Campione di scacchi presente. Ricorderò sempre il suo discorso, che nella sua semplicità enunciò tutta la fatica e l'estrema difficoltà del gioco degli scacchi. Lodando, infatti, i suoi sfidanti alla simultanea per aver trovato delle buone mosse, mise l'accento sul fatto che non sono le singole buone mosse a far vincere la partita, bensì è la media di tutte le buone e forti mosse giocate che conduce alle vittorie. Non sarà difficile verificare la correttezza di questa affermazione, basterà ad ognuno analizzare una propria partita. Non è questo, tuttavia, che mi preme sottolineare in questa sede.
Sono partito da questo episodio, in realtà, perché il suo ricordo mi ha sorpreso proprio mentre riflettevo sul numero di tornei e di giocatori di scacchi online che, in questo periodo di domiciliari forzati, si stanno moltiplicando a dismisura.
Come la saggezza popolare ci ha insegnato, del resto, di necessità bisogna fare virtù. I Circoli e tutti gli appassionati del gioco degli scacchi si sono, quindi, dati appuntamento su tutte le piattaforme più popolari, per sopperire alla mancanza dell'incontro a tavolino che, per inciso, rimane l'agognato desiderio di ogni vero scacchista, oltre ad essere l'unico vero significato (l'incontro) della partita. Il mondo scacchistico tutto, e Brescia non fa eccezione in questo, si è dato appuntamento in rete ed in rete si sono moltiplicati gli eventi di ogni sorta: lampo, rapid, svizzero, arena, a squadre per semplici amatori o per giocatori professionisti ed Grandi Maestri! Si sono mobilitati anche il Comitato Regionale Lombardo e persino l'ECU organizza tornei. Quasi si fosse scoperto or ora che esistono piattaforme (Lichess, Chess.com, Chess24...) che fanno giocare, con singole partite o in tornei d'ogni tipo, svariate migliaia di persone.

NUOVE MOSSE


L'altro giorno, addirittura, sono capitato su questo articolo di Chess.com, dove si invitano le Federazioni di qualsiasi nazionalità ad aprire la propria pagina per i rispettivi tesserati! Ho immediatamente pensato alla Federscacchi Italiana, mi sono ricordato che quest'anno compie 100 anni e che si sta per aprire un nuovo quadriennio olimpico. Non basta, allora, la saggezza popolare. Bisogna andare oltre una singola mossa buona, bisogna farne molte e sempre più precise: è necessario perseguire la virtù senza il mantello della necessità.
Compie cento anni la nostra Federazione. E' il momento, quindi, di smetterla di pensare vecchio ed incominciare, invece, a fare giovane. In tutti questi anni la Federscacchi Italiana si è tenuta lontana dai social, quando tutto il mondo scacchistico si riversava in quel luogo. Ricordo il progetto Premium Chess e ricordo anche una iniziativa legata agli studenti ed alla scuola. Sono ricordi vaghi che, me ne scuso già ora se erro, ad ogni modo sono rimasti più cattivi esperimenti e lettera morta d'intenti che traguardi effettivamente raggiunti.
Non sono gli errori, tuttavia, che ci interessa additare. Siamo scacchisti, li conosciamo e da essi impariamo. Impariamo, allora, a non demonizzare il gioco online, ma a fare in modo che diventi un'occasione per mettere in contatto giocatori e circoli, per portare più giocatori ai tornei. Impariamo a costruire piattaforme, o usare quelle esistenti, per far incontrare amatori e istruttori federali, amatori e circoli, istruttori e bambini e scuole. Impariamo a ad utilizzare i canali social, perché ciò che non si vede non esiste.
Il cambiamento a volte passa dalle necessità, ma sono le virtù che conducono al successo. Ai Circoli bresciani, nell'anno del centenario, spetta, nel loro piccolo, la scelta di quale Federazione Scacchistica vogliono essere parte.
Se conosci gli scacchi, fai le mosse giuste!


sabato 18 aprile 2020

Circoli: vecchie e nuove prospettive

Il moltiplicarsi dei numerosi impegni e corsi durante una stagione sportiva, possono il più delle volte allontanarci da questioni che hanno una importanza primaria, per qualsiasi dirigente sportivo ad ogni livello.
Per quale motivo, nonostante la continua promozione e diffusione del gioco, i circoli di scacchi fanno fatica ad attirare nuovi soci? Per quale motivo, ancora, la maggior parte di coloro che si avvicinano ai circoli, dopo poco tempo diventa solo una assenza riportata solo sul libro soci?
Credo che sia proprio in periodi come questo che bisognerebbe mettere a frutto il tempo a disposizione per dare una risposta a simili interrogativi e poter, in seguito, elaborare una strategia da mettere in atto, non appena tutto ritornerà alla normalità.
Qui non si vuol discutere del settore giovanile, che altro discorso merita, ma di quei tanti adulti a cui piace giocare a scacchi e che magari vorrebbero poter imparare qualcosa di più sul gioco e, perché no, ogni tanto mettersi alla prova in una competizione. Per sintetizzare il tutto in una parola, parliamo dei cosiddetti amatori. Come è evidente a qualsiasi dirigente sportivo (con questo termine, prima, qui e altrove intendo chiunque Presidente, Consigliere ecc... a vario titolo gestisce e programma l'attività di un circolo e al grado più alto si occupi della buona riuscita delle associazioni), coloro che costituiscono l'ossatura portante di qualsiasi movimento sportivo. Dilettanti ed agonisti sono, infatti, tanto più numerosi e portano all'eccellenza tanto quanto più alto è il numero degli amatori.
Ora, chiunque abbia organizzato o partecipato ad una manifestazione in piazza, conosce quanti potenziali amatori il gioco degli scacchi potrebbe raccogliere intorno ai propri circoli. Perché, allora, questo non accade?

 Prospettive Esclusive 


Escludendo, per ora, il fattore economico di cui se se ne presenterà l'occasione parleremo in altri articoli, cominciamo a vedere quali sono le risposte più comuni degli scacchisti che il circolo lo vivono.
"Gli scacchi non sono per tutti!", la prima e più antipatica delle risposte e l'orgoglio auto-elitario di certuni scacchisti! "Per gli Scacchi ci vuole tempo e non tutti ne hanno" come se praticare qualsiasi altra disciplina richieda qualche secondo spicciolo! C'è, infine, la panacea di tutte le colpe: "Internet ucciderà i circoli!" Il gioco online è come il prezzemolo: serve a guarnire ogni giustificazione alla rinunzia di voler prendere atto che occorrono soluzioni ad un problema.
Le soluzioni proposte dai circoli sono sempre le stesse: promozione del gioco decantandone i numerosi benefici; l'organizzazione di corsi più o meno promozionali. Iniziative alle quali, di solito, non fa seguito una analisi critica del perché il circolo è rimasto con i soliti tre o quattro soci intorno alle scacchiere, oppure del perché al torneo hanno preso parte tutti, tranne i nuovi iscritti.
A molti tanto basta e poi, in fondo in fondo diciamolo, cosa c'è di meglio che crogiolarsi con il "Nobil Giuoco" che è fatto solo per pochi e non per molti?
No, non insisto a caso. Qui sta il vero cambiamento a parer mio: occorre un cambio di mentalità, un modo nuovo di concepire gli scacchi da parte di chi gli scacchi li gestisce.
Partiamo dall'inizio. Tutti quei potenziali amatori vi incontrano nelle feste, ai corsi oppure altrove. Arriva, allora, il primo ostacolo: la sede del circolo, lasciamo da parte la descrizione, apre una volta alla settimana in orari da bisca clandestina! Qualcuno di questi, ad ogni buon conto, supera il primo ostacolo e varca la soglia del vostro circolo: viene catapultato in una serie di partite per di più in formato lampo e con vari consigli che assomigliano più a delle prese in giro al modo di giocare. Osserva le vostre partite, chiede e non ha risposte perché nessuno fa caso a lui (tanto non sa giocare). Aggiungeteci, infine, che viene magari dalla famosa e prolifica scuola di Internet dove tutto era semplice e facile: "Come demolire..." ; "Come vincere in 4 mosse..."; "La guida definitiva alla vittoria..." ecc. Questo è il motivo per il quale la maggior parte dei neofiti si avvicina agli scacchi con domande assurde del tipo: "Qual è il segreto per vincere" oppure " Quali sono le migliori mosse all'inizio?". Dopo il primo torneo a zero punti, costoro, avranno solo capito che il gioco degli scacchi è un gioco esclusivo, nel senso, puramente negativo, che esclude la maggior parte delle persone.

Il Cambiamento delle Prospettive


Ora, invece, facciamo un passo in avanti e cerchiamo di cambiare le prospettive.
Che un circolo possa accogliere i suoi soci una sola volta a settimana è un limite che, soprattutto in tempi caratterizzati da una forte trasformazione nei settori del lavoro e in ambito socio-familiare, impedisce a molti di poter frequentare un associazione scacchistica. Offrire, inoltre, una scelta di frequenza diversa dalla modalità pipistrelli notturni ed in più giorni durante la settimana darebbe modo a molti principianti di poter frequentare un circolo.
 In secondo luogo, il principiante che mette piede in un'associazione scacchistica non sa cosa sono gli scacchi. Sta, allora, agli scacchisti dargli una giusta e appropriata definizione. Gli Scacchi sono una disciplina, dove non ci sono trucchi per vincere se non il sudore del proprio impegno e allenamento. Per questo penso che molti scacchisti dovrebbero dare, a chi si avvicina per la prima volta ad un circolo di scacchi, la possibilità di poter imparare con il dovuto tempo il gioco e di poter svolgere partite più lente. Bisogna, da ultimo, ritornare ad organizzare manifestazioni che alimentino le ambizioni dei principianti e degli amatori in genere: tornei non con premi di fascia, bensì riservati a quelle determinate categorie, perché in fondo ognuno, nel campetto prenotato per la partitella tra amici, si sente un Diego del calcio.
Questo è ciò che intendevo per cambio di prospettiva: non sono i principianti e gli appassionati che devono essere cambiati, diventare più bravi per poter resistere alla vita di circolo e di torneo. Sono, al contrario, i circoli e gli scacchisti che devono cambiare per diffondere una concezione ed un approccio al gioco degli scacchi che più si avvicini ad una disciplina che, come tutte del resto, richiede impegno, fatica e dedizione, commisurate alle quali restituirà altrettanto soddisfazioni.
Per dirigenti volenterosi, io credo, questi piccoli spunti di riflessione possono diventare la base per nuovi e interessanti sviluppi su cui lavorare in futuro. A chi sta già mettendo il portafoglio avanti, bisognerà ricordare che anche qui occorre un cambiamento radicale di mentalità, perché non si costruisce nessuna disciplina sportiva per amore solo del gioco. Ma questo è un'altro discorso...

venerdì 10 aprile 2020

Di nuovo a Casa!

Sono trascorsi molti anni da quando inconsapevolmente abbiamo, senza tante cerimonie e con l'ignoranza dell'incoscienza, posto la prima parola su queste pagine. Lo ammettiamo, con totale innocenza, eravamo ubriachi e drogati di entusiasmo. Questo fumo così inebriante ci avvolgeva e ci annebbiava la vista: della ragione, in prima battuta; dello sforzo e del tempo, in definitiva, che una tale opera richiedeva.
Lungo il corso degli anni, tuttavia, ci siamo perduti, confondendo questo con altri luoghi dell'animo!
Siamo, dopo tutto questo tempo, rimasti a lungo in silenzio, senza per questo credere di aver concluso l'opera o, tanto meno, essersene pentiti di averla cominciata. Con questa consapevolezza negli occhi e nella parole, riprendiamo oggi il nostro cammino scacchistico e bresciano.
Per poterlo fare nel migliore dei modi, abbiamo deciso di ricominciare dall'inizio: dal primo perché che ci eravamo chiesti. Questo progetto era nato con una semplice idea: "... parlare, informare, proporre, confrontare e discutere sulla ed intorno alla vita scacchistica bresciana". Non altro d'ora in poi, cari lettori che ci seguirete, troverete in Bresciascacchi e nei suoi articoli.
Ora, come del resto allora, questo Blog è nostro quanto Vostro. Si propone, quindi, di dare massima diffusione ad ogni iniziativa scacchistica in provincia. Sono, per questo motivo, benvenute tutte quelle segnalazioni o contributi che volessero arricchirne le pagine.
Per l'occasione, come potete vedere, ci siamo  dati una nuova casa e l'abbiamo arredata allo scopo: semplicità ed attenzione alle parole, alle notizie che faranno vivere gli scacchi in Brescia e provincia. Tutto il resto lo abbiamo relegato ad altro e più consono luogo.
Intanto, mentre aspettiamo con gioia di ritornare a passeggiare tra le scacchiere dei tornei, dei circoli e delle piazze, per potervene in seguito rendere conto con le parole, di cuore auguriamo a tutti Buona Pasqua.